mercoledì 20 febbraio 2013

Intelligenza emotiva: un diverso punto di vista sulla felicità



Un tempo era solo QI (quoziente intellettivo) poi venne il QE (quoziente emozionale) e bisognò riscrivere i parametri dell’intelligenza umana.

I primi studi sull’intelligenza emotiva risalgono al 1990. 
Quando i benefici vennero intensamente indagati e successivamente riconosciuti da ricerche e studi, negli Stati Uniti iniziò un processo di integrazione nei programmi didattici ottenendo un significativo incremento prestazionale degli allievi.

La diffusione al grande pubblico del concetto di “Educazione Emotiva” la si deve al Prof. David Goleman che nel 1995 pubblicò il suo libro intitolato  “Emotional Intelligence: Why it can matter more than IQ” tradotto in italiano nel 1997 col titolo "Intelligenza emotiva che cos'è e perché può renderci felici" divenuto in breve tempo un successo editoriale.

Oggi, in tutto il panorama scientifico, è sempre più evidente come tali competenze favoriscano il successo scolastico dei ragazzi e migliorino il loro modo di “stare al mondo”.

I professori Peter Salovey e John D. Mayer che tra i primi trattarono il concetto di intelligenza emotiva in un articolo scientifico intitolato “Emotional Intelligence” la definirono come: “La capacità di controllare sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.

E’ quindi una competenza legata alla conoscenza ed alla gestione delle proprie ed altrui emozioni.

Le 5 competenze basilari

 Nel suo libro il Prof. Goleman elenca le cinque competenze basilari dell’intelligenza emotiva:

  1. Consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
  2. Dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
  3. Motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione;
  4. Empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto;
  5. Abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.

Evidenze scientifiche

 L’intelligenza emotiva è un fattore determinante nel successo non solo scolastico. E’ una competenza che, anche negli adulti, favorisce la leadership, le capacità comunicative e di conseguenza la possibilità di intraprendere relazioni sociali positive e gratificanti, aiuta nel problem-solving e stimola il pensiero costruttivo.

Recentemente diversi studi hanno evidenziato i benefici sociali di una solida intelligenza emotiva.
Di seguito ne riportiamo alcuni:
I bambini che avevano maggiore conoscenza delle emozioni erano meno coinvolti in interazioni aggressive e più accettati dai loro pari”.
Arsenio, W.F., Cooperman, S., & Lover, A. (2000). “Affective predictors of preschoolers' aggression and acceptance: Direct and indirect effects.” Developmental Psychology, 36 (4), 438-448.

In uno studio condotto su 160 studenti (età media: 10.8 anni), quelli con più alti punteggi di IE erano riconosciuti dagli insegnanti e dai compagni sia come collaborativi che come leader, e per non essere ne distruttivi ne aggressivi.
Petrides, K.V., Sangareau, Y., Furnham, A., & Frederickson, N. (2006). “Trait emotional
intelligence and children's peer relations at school.” Social Development, 15 (3),537-547.

I ragazzi con maggiore Intelligenza Emotiva facevano meno uso di alcol e tabacco.
Tobacco use vs EI, r2=0.11 p<.001 -- Alcohol use vs EI, r2=0.10 p<.001 -- Trinidad, D.R. &
Johnson, C.A. (2002). “The association between emotional intelligence and early adolescent
tobacco and alcohol use.” Personality and Individual Differences, 32 (1), 95-105.

Conclusioni


Le competenze basilari dell’intelligenza emotiva sono in parte un fattore innato, favorito senza dubbio dall’educazione familiare, ed in gran parte un fattore acquisito.

Una relazione di counseling, in individuale o in gruppo può favorire lo sviluppo di tali competenze con conseguente miglioramento dello stato di benessere personale.
L’aumento di consapevolezza che una nutriente relazione dona, consentirà di sviluppare quelle competenze sociali, emotive e relazionale alla base di una vita piena e soddisfacente.

Bibliografia

  • Goleman, D (1995) Emotional Intelligence: Why it can matter more than IQ. New York: Bantam
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_emotiva
  • Arsenio, W.F., Cooperman, S., & Lover, A. (2000). “Affective predictors of preschoolers' aggression and acceptance: Direct and indirect effects.” Developmental Psychology, 36 (4), 438-448.
  • Petrides, K.V., Sangareau, Y., Furnham, A., & Frederickson, N. (2006). “Trait emotional intelligence and children's peer relations at school.” Social Development, 15 (3),537-547.
  • Tobacco use vs EI, r2=0.11 p<.001 -- Alcohol use vs EI, r2=0.10 p<.001 -- Trinidad, D.R. & Johnson, C.A. (2002). “The association between emotional intelligence and early adolescent tobacco and alcohol use.” Personality and Individual Differences, 32 (1), 95-105.
Stefano Galimi

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